Gentilissimi cineforumisti, per la prossima proiezione abbiamo scelto THE STATION AGENT (2003) di TOM MCCARTHY, un gioiello del cinema indipendente americano, una storia bellissima e struggente.
Finbar McBride vive in una vecchia stazione ferroviaria, lontano dal rumore del mondo. Il suo hobby, il train watching (guardare i treni), è più di una passione: è una forma di ascolto del tempo che passa, è un modo di guardare le vite che attraversano lo spazio senza fermarsi. I treni non giudicano. I treni attraversano: rappresentano una maniera silenziosa di restare in contatto con qualcosa che va avanti, che non chiede spiegazioni.
Attorno a Finbar nascono legami fragili e potentissimi: ferite invisibili cominciano a chiudersi, parole giuste e emozioni condivise iniziano a restituire una piccola ma persistente luce.
Con uno sguardo delicato il film parla di diversità, di dolore e amicizia con una profondità rara.
La diversità qui è il modo in cui ognuno di noi porta il proprio peso.
È la difficoltà di essere visti per ciò che si è davvero.
È il desiderio, spesso inconfessato, di non essere un incidente nelle relazioni con gli altri.
Ci sono film che raccontano una storia. E poi ci sono film che ti siedono accanto.
The Station Agent appartiene a questa seconda, rarissima specie.
Non alza la voce, non cerca l’effetto, non mette la sofferenza in vetrina.
Cammina piano, come chi sa che il dolore vero non ha bisogno di essere esibito per essere visto.
C’è una delicatezza quasi rivoluzionaria in questo film. Non ci dice che l’amicizia risolve tutto.
Ci dice qualcosa di più vero: che condividere la propria fragilità la rende abitabile.
Guardare The Station Agent è come sedersi su una panchina accanto a qualcuno che non parla molto, ma che, proprio per questo, ti fa sentire meno solo.
È un cinema che percorre in lungo e in largo la nostra anima. E forse è questo, alla fine, il suo dono più grande.
Vi ricordiamo che continua la nostra campagna per il rinnovo della tessera annuale sempre al costo di 20 euro annuali.
L’appuntamento dunque è per mercoledì 14 gennaio nei canonici orari delle 17 e delle 20 presso il Teatro del Lido, Via delle Sirene 22.
Con la stima e l’affetto del vostro critico, del presidente e di tutto lo staff dell’Occhio Estraneo.
