Gentilissimi cineforumisti, sono sempre più rari i film che ci toccano profondamente, che ci emozionano e lasciano in noi una traccia duratura. MARIE HEURTIN. DAL BUIO ALLA LUCE (2014) è uno di questi.
Ci si sente in qualche modo migliori, dopo averlo visto. Più aperti, più attenti, più umani, soprattutto in questo momento storico in cui troppo spesso prevale il fragore della guerra.
La vicenda è ambientata nella Francia rurale di fine XIX secolo, un’epoca in cui la disabilità sensoriale era poco compresa e raramente affrontata con strumenti educativi adeguati. Le istituzioni religiose rappresentavano uno dei pochi luoghi in cui si cercava con mezzi limitati, ma con grande dedizione, di offrire accoglienza e istruzione a persone considerate irrecuperabili.
Diretto splendidamente da JEAN-PIERRE AMÉRIS, il film racconta la storia vera di Marie una ragazza sordo cieca, chiusa in un mondo senza suoni e senza immagini.
La famiglia, incapace di comunicare con lei, la affida a un istituto religioso, dove una giovane suora (Suor Marguerite) decide di tentare ciò che appare impossibile: raggiungerla.
Da qui prende avvio un percorso fatto di pazienza e di speranza.
Assistiamo a un cammino ostinato, segnato da piccoli successi che aprono spiragli. È il nascere di un legame che sfida il silenzio e il buio e che ci costringe a ripensare che cosa significhi davvero comunicare, comprendere, accogliere.
La disabilità non è spettacolarizzata, non è ridotta a un mero caso clinico, ma restituita nella sua umanità e complessità.
Alla distanza incolmabile iniziale si sostituisce, poco alla volta, un ponte fragile e solidissimo, che ci interroga: quanto siamo disposti ad avvicinarci all’altro, quando non parla la nostra lingua? Quanto sappiamo davvero accogliere ciò che non comprendiamo subito?
MARIE HEURTIN. DAL BUIO ALLA LUCE ci accompagna con estrema delicatezza e ci chiede di cambiare sguardo. In questo senso è un film potentissimo che si avvale della straordinaria recitazione di Ariana Rivoire (Marie) e di Isabelle Carré (Suor Marguerite).
Alla fine della visione, potremo accorgerci che la luce di cui parla il titolo non è solo quella che entra nella vita di Marie. È quella che può aprirsi dentro ognuno di noi.
L’appuntamento è per mercoledì 1° aprile nei canonici orari delle 17 e delle 20 presso il Teatro del Lido, Via delle Sirene 22.
Con la stima e l’affetto del vostro critico, del presidente e di tutto lo staff dell’Occhio Estraneo.
