Gentilissimi,
cineforumisti, per chiudere splendidamente il mese di marzo abbiamo scelto un film memorabile, potente e coinvolgente, girato tra le montagne del Nepal, intrecciando storie d’amore, vicende familiari e i destini di un’intera comunità.  Si tratta di una coproduzione franco-nepalese, pluripremiata in vari festival internazionali, HIMALAYA – L’INFANZIA DI UN CAPO (2000).
Nel cuore di una natura maestosa, in un remoto villaggio del Nepal dimorano i Dolpo-pa, una popolazione tibetana a carattere seminomade: d’estate vivono a 5000 metri d’altitudine, coltivando grano e orzo, d’autunno migrano a fondo valle per vendere il sale che hanno raccolto sulle montagne, così da comprare grano e riso per i mesi invernali. Di ritorno da una di queste vendite di sale una tragedia sconvolge il villaggio.  Nasce  un conflitto tra l’anziano capo Tinlè, custode della tradizione, e il giovane Karma, aspirante successore, determinato a guidare la carovana del villaggio secondo regole più agili e  moderne .
Nel corso del nuovo viaggio, il confronto tra esperienza e cambiamento, fra Tinlè e Karma, si fa sempre più intenso e doloroso, trasformando la traversata in una prova  fisica e morale: da un lato il capo che incarna il carisma, dall’altro l’orgoglio di un giovane altrettanto carismatico, che rappresenta l’emergere del nuovo.
Al centro del film ci sono tre domande che riguardano tutti noi, soprattutto in questo caotico presente: che cosa significa davvero guidare gli altri? Come affrontare i cambiamenti tra passato e futuro, tra esperienza e coraggio, tra regole e libertà? Come sciogliere il nodo che imprigiona spesso il sentimento amoroso vero?
Il viaggio di Tinlè, Karma e di tutte le persone del villaggio si trasforma in qualcosa di molto profondo: un esodo, un cammino umano e spirituale, dove ogni passo interroga il senso della lealtà, della responsabilità e del destino.
La  visione di questo film non è  solo bella, ma necessaria: perché emoziona, perché fa riflettere, perché apre domande vere.
HIMALAYA – L’INFANZIA DI UN CAPO è un film poetico e intenso, perfetto per essere visto insieme e discusso: uno di quei film che continuano a lavorarti dentro anche dopo i titoli di coda. Da non perdere. L’appuntamento è per mercoledì 25 marzo  nei canonici orari delle 17 e delle 20 presso il Teatro del Lido, Via delle Sirene 22.
Con la stima e l’affetto del vostro critico, del presidente e di tutto lo staff dell’Occhio Estraneo.