Gentilissimi cineforumisti,
se il MAESTRO CHE PROMISE IL MARE ci ha regalato grandi emozioni e una sincera commozione, il film in programma mercoledì prossimo promette un livello di profondità e di coinvolgimento emotivo ancora maggiore. Si tratta del film franco-canadese LA DONNA CHE CANTA (2010) del regista DENIS VILLENEUVE.
Premiato e acclamato dalla critica, LA DONNA CHE CANTA è considerato uno dei capolavori del cinema contemporaneo: una riflessione universale sulla guerra e sulla forza dei legami familiari, capace di lasciare il pubblico senza fiato e con una domanda che resta a lungo dentro gli spettatori: come si può continuare ad amare in mezzo all’orrore?
LA DONNA CHE CANTA è un film intenso, struggente e di grande potenza espressiva. Denis Villeneuve costruisce un racconto che è insieme thriller, tragedia familiare e viaggio iniziatico, capace di tenere lo spettatore sospeso fino all’ultima rivelazione.
La storia prende avvio a Montréal: alla morte della madre Nawal, i gemelli Jeanne e Simon ricevono dal notaio due misteriose lettere, destinate rispettivamente a un padre che credevano morto e a un fratello che non sapevano di avere. Da qui parte un viaggio nel passato e in un Medio Oriente segnato dalla guerra civile, dall’odio etnico e religioso, dalla violenza che lacera intere generazioni.
Attraverso i ricordi e le indagini dei figli, lo spettatore ricostruisce la vicenda di Nawal: una donna che, nel silenzio e nel dolore, ha custodito un segreto indicibile, ma anche la speranza di una possibile riconciliazione.
Il regista mescola realismo e tensione narrativa con immagini poetiche e simboliche, in un alternarsi di presente e passato che mantiene alta la suspense fino allo scioglimento finale, dirompente e sconvolgente.
LA DONNA CHE CANTA
è un’esperienza emotiva totalizzante: affronta il tema del silenzio come ferita e come resistenza,
e invita a interrogarsi sulla possibilità di spezzare il ciclo dell’odio.LA DONNA CHE CANTA non è soltanto la storia di una famiglia: è un racconto universale sulla memoria e sull’identità
È un film che non si limita a essere visto, ma che si attraversa, e che lascia dentro di noi domande profonde e un’eco che dura a lungo.
L’appuntamento è per mercoledì 1° ottobre nei canonici orari delle 17 e delle 20 al Teatro del Lido, Via delle Sirene 22, Via Ostia.
Con l’affetto e la stima del vostro critico, del Presidente e di tutto lo staff dell’OcchioEstraneo.
