Gentilissimi cineforumisti, dedichiamo il prossimo mercoledì alla solidarietà, al sostegno alimentare alla popolazione cubana, sotto embargo da sessant’anni. Chi vuole può contribuire con un pacco di riso, o con una donazione in denaro.
Per la proiezione abbiamo scelto di rievocare la figura di Che Guevara con I DIARI DELLA MOTOCICLETTA (2004) di Walter Salles, un film straordinario che non si limita a raccontare un viaggio, ma ti prende per mano e ti cambia lo sguardo sul mondo.
È il racconto di due ragazzi – Ernesto Guevara e Alberto Granado – che attraversano l’America Latina su una motocicletta sgangherata, spinti da curiosità, amicizia e fame di vita. Ma quello che inizia come un’avventura giovanile, libera e quasi spensierata, diventa lentamente un viaggio dell’anima, un percorso di scoperta dolorosa e luminosa insieme.
Questo film è fatto di paesaggi immensi e inermi fragilità umane, di risate, strade polverose, notti stellate e incontri che lasciano ferite aperte. È un film che non predica, non alza mai la voce, e proprio per questo colpisce più a fondo.
La regia di Salles è delicata, quasi pudica, e lascia spazio ai silenzi, ai volti, ai gesti minimi.
I diari della motocicletta è un film sull’amicizia, sulla giovinezza che si apre al mondo, sul momento esatto in cui l’innocenza incontra la realtà e non può più tornare indietro. È un film che commuove senza ricatti emotivi e che, alla fine, lascia una domanda silenziosa dentro ciascuno di noi: che cosa facciamo, oggi, dello sguardo che abbiamo sul mondo?
Se amate il cinema che accarezza e ferisce allo stesso tempo, il cinema che resta addosso anche dopo i titoli di coda, questo è un appuntamento da non perdere.
Non è solo un film da vedere: è un’esperienza da attraversare insieme.
Vi ricordiamo che continua la nostra campagna per il rinnovo della tessera annuale sempre al costo di 20 euro annuali.
L’appuntamento dunque è per mercoledì 4 febbraio nei canonici orari delle 17 e delle 20 presso il Teatro del Lido, Via delle Sirene 22.
Con la stima e l’affetto del vostro critico, del presidente e di tutto lo staff dell’Occhio Estraneo.
