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Gentilissimi cineforumisti, per una degna celebrazione del GIORNO DELLA MEMORIA (l’apertura da parte delle truppe sovietiche dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz- Birkenau il 27 gennaio 1945), per ricordare tutte le vittime dell’Olocausto nazista abbiamo scelto un film straordinario nella sua bellezza e nella sua verità, HANNAH ARENDT (2012) della regista tedesca Margarethe Von Trotta.
Ci sono film che intrattengono. E poi ci sono film che servono.
Hannah Arendt è uno di questi: un ritratto potente e profondamente umano di una delle menti più brillanti del Novecento, filosofa e intellettuale capace di guardare l’orrore, senza abbassare lo sguardo, e di pensare l’impensabile con una lucidità che ancora oggi ci riguarda.
Il film ci conduce dentro gli anni in cui Hannah Arendt elabora il suo libro più discusso e memorabile, La banalità del male, nato dall’osservazione del processo a Gerusalemme nel 1961 contro Adolf Eichmann, il gerarca nazista materialmente responsabile dell’organizzazione del genocidio del popolo ebraico (6 milioni di morti).
Adolf Eichmann non è un mostro mitologico, nemmeno un demone da leggenda nera, ma un uomo comune, burocratico, vuoto, incapace di pensiero.
Ed è proprio qui che il film colpisce più forte: nel punto in cui il male smette di apparire eccezionale e diventa normale, quotidiano, amministrato, eseguito.
Hannah Arendt non è mai un film freddo, intellettuale, al contrario si avvale di una bellezza rigorosa, di una tensione narrativa costante, di una forza emotiva che coinvolge lo spettatore scena dopo scena.
È cinema che pensa, ma anche cinema che vibra: nelle parole, negli scontri, nelle solitudini, nella fedeltà ostinata alla verità.
Guardarlo oggi significa anche compiere un gesto di responsabilità, perché la banalità del male non appartiene solo al passato. La storia ci mostra quanto facilmente possa ripresentarsi sotto nuove forme: autocrati, dittatori, propaganda, complicità e una folla di accoliti pronti a magnificare la disumanità come se fosse ordine, forza, destino.
Questo film non offre consolazioni facili. Offre qualcosa di più raro: coscienza.
Un film necessario, intenso, luminoso, assolutamente da vedere. Per capire. Per discutere. Per non abituarsi.
Vi ricordiamo che continua la nostra campagna per il rinnovo della tessera annuale sempre al costo di 20 euro annuali.
L’appuntamento dunque è per mercoledì 28 gennaio nei canonici orari delle 17 e delle 20 presso il Teatro del Lido, Via delle Sirene 22.
Con la stima e l’affetto del vostro critico, del presidente e di tutto lo staff dell’Occhio Estraneo.